31/5/2010
E' la tua vittoria Franco...di Mario Ciampi
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Newslunedì 31 maggio 2010 - 12:8
E´ la tua vittoria, Franco.
E´ dal 15 novembre del 2009, giorno del tuo esordio in maglia rossonera proprio contro il Pescina (ironia della sorte...), che aspettavi questo momento, caro Franco Caraccio da Buenos Aires.
Avresti voluto viverla diversamente questa esperienza, lo so bene, ma probabilmente in chissà quale libro, forse il più nascosto ed impolverato, era scritto così.
Nessun tifoso foggiano dimenticherà mai il minuto 95 di una partita incredibile e quell´urlo di gioia coinvolgente, la tua maglia numero 17 sventolata come una sciarpa rossonera, l´abbraccio dei tuoi compagni e, in quel momento stesso, quello "ideale" di un´intera città è stata un´istantanea incancellabile dalla mia mente e non solo...ma soprattutto un´emozione indescrivibile per chi, come te, ha saputo attendere ed aspettare il momento giusto per entrare a far parte di diritto nella novantennale storia dell´Unione Sportiva Foggia. Un gol da vero centravanti, che tu stesso aspettavi da tempo: tanto bello quanto fondamentale per il proseguio del gioco del calcio in questa città, che di "pallone" vive.
Eppure di critiche, "Arge", te ne sono piovute tante addosso in questi mesi, da quelle costruttive alle più cattive, che spesso nulla avevano a che fare col calcio; ma tu, caro Franco, non hai mai badato a queste cose, dimostrando ben più dei tuoi 23 anni e rispondendo sempre col sorriso, allenandoti seriamente e continuando a ripetere a tutti che avresti fatto il gol più importante. Una profezia, una sensazione che tu sei riuscito a materializzare al minuto 50 di Foggia-Pescina 0-2, quando Ceccarelli ha disegnato un arcobaleno in cielo regalandoti un pallone che la tua fronte ha spedito nell´angolo più alto della porta posizionata sotto la Curva Nord. Triplice fischio, il Foggia è salvo, Caraccio è il salvatore.
Secchiate d´acqua, baci e abbracci, festeggiamenti improvvisamente interrotti dalla notizia triste ed incredibile della scomparsa di tua padre giunta come un fulmine a ciel sereno, che ha dilaniato lo spogliatoio rossonero il quale, in un secondo, ha smesso di sorridere. "Non è vero, non è possibile", ci si ripete increduli. Non fiata più nessuno, ci si riveste a capo chino e si va via, con gli occhi gonfi di lacrime a domandarsi perchè il destino ha voluto tutto questo; ma la risposta, purtroppo, non arriverà mai.
Qualsiasi parola risulterebbe superflua, in momenti come questi. E allora e a te, Franco, che dedichiamo questa combattuta salvezza perchè noi tutti siamo pienamente convinti che quel pallone, nella porta avversaria, l´ha spinto lui, Ruben Osvaldo, il tuo papà il quale, proprio come hai fatto tu in campo ieri, è volato in cielo per sostenerti e facendo in modo che anche tu entrassi nella nostra storia. A testa alta e con un sorriso, come sempre, quello che non hai mai negato a nessuno. Hasta luego, Franco, ti siamo vicini.
Mario Ciampi